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Servizio Sismico Svizzero (SED)

Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Le sue attivitá sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la prevenzione sismica.

Terremoti percepiti in Svizzera

Ora locale
Mag.
Località
Percepito?
2019-02-16 19:50 2.6 Bourg-Saint-Pierre VS Probabilmente non percepito
2019-02-05 22:52 2.9 Bellegarde-sur-Valserine F Probabilmente non percepito
2019-02-05 22:32 3.2 Bellegarde-sur-Valserine F Leggermente percepito
2019-02-05 10:52 2.8 Courmayeur I Probabilmente non percepito
2019-02-05 09:30 3.1 Courmayeur I Leggermente percepito
2019-01-29 18:30 2.1 Sargans SG Percepito

Ultimi terremoti

Ora locale
Magnitudo
Località
2019-02-21 06:30 0.5 Bourg-Saint-Pierre VS
2019-02-21 06:26 0.7 Fribourg FR
2019-02-21 06:01 0.5 Freiburg im Breisgau D
2019-02-20 22:57 0.8 Bourg-Saint-Pierre VS

Contatore di terremoti in Svizzera

dal 01.01.2019 
000

Ultimi terremoti magnitudo 4.5 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2019-02-21 02:19:33 4.6 Near Coast of Libya
2019-02-20 18:23:28 5.1 NEAR THE COAST OF WESTERN TURKEY
2019-02-19 21:33:56 4.6 Turkey
2019-02-17 21:40:03 4.5 Ionian Sea
2019-02-17 19:07:42 4.8 Southern Greece
2019-02-12 17:14:31 4.8 Turkey
2019-02-09 21:26:22 4.8 Western Iran
2019-02-05 19:31:37 5.0 AZERBAIJAN
2019-02-05 19:20:00 4.5 AZERBAIJAN
2019-02-05 15:11:51 4.5 Turkey
2019-02-05 02:26:08 5.2 GREECE
2019-02-02 14:09:25 4.5 Crete, Greece
2019-02-02 12:20:38 4.5 CENTRAL TURKEY

Ultimi terremoti magnitudo 6 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2019-02-17 14:35:55 6.3 New Ireland, Papua New Guinea, region
2019-02-17 14:35:46 6.5 Palau region
2019-02-14 19:57:05 6.2 Northern Mid-Atlantic Ridge
2019-02-02 09:27:34 6.1 Southern Sumatera, Indonesia
2019-02-01 16:14:13 6.6 Near coast of Chiapas, Mexico
2019-01-26 19:56:44 6.2 Fiji Islands region
2019-01-26 03:51:38 6.2 Bougainville - Solomon Islands region
2019-01-22 19:01:43 6.7 Prince Edward Islands, South Africa, region
ATTUALITÀ

04/02/2019

Le trivellazioni in profondità possono causare terremoti?

Le trivellazioni in profondità possono causare terremoti?

Finora in Svizzera sono presenti oltre cento trivellazioni che hanno raggiunto profondità di 400 metri o più (le cosiddette trivellazioni in profondità). Tra le altre cose, esse sono servite a esplorare il sottosuolo, ad es. per costruire tunnel, sfruttare la geotermia, localizzare potenziali siti per depositi di scorie attive, estrarre materie prime o accedere a falde acquifere e fonti di acque termali. In tutto il mondo sono centinaia di migliaia. Fino ad oggi non siamo a conoscenza di terremoti catastrofici provocati unicamente dalle trivellazioni in profondità. La semplice risposta alla domanda posta nel titolo è quindi: i terremoti catastrofici causati solo da trivellazioni in profondità e senza ulteriori interventi nel sottosuolo sono estremamente improbabili. Sono state tuttavia documentate microscosse di magnitudo inferiore a 1 prodotte da trivellazioni in profondità. Con l’aiuto di una fitta rete sismica queste microscosse possono essere registrate in modo affidabile; ciò permette ai ricercatori di stabilire meglio se sono state provocate da una trivellazione in profondità o se hanno avuto origine naturale.

Nonostante il numero molto alto di trivellazioni in profondità presenti in tutto il mondo, la quantità di dati sui terremoti da esse causati è piuttosto scarsa. Ciò è dovuto da un lato al fatto che la probabilità che si verifichino tali scosse è molto bassa e, dall’altro, alla circostanza che molte trivellazioni in profondità sono state fatte in zone inabitate. Le scosse che avrebbero potuto essere percepite non sono quindi state avvertite né segnalate dalla popolazione. Inoltre, in molte località queste trivellazioni non erano e non sono tuttora controllate dal punto di vista sismico. Ciò rende impossibile rilevare in modo affidabile questi microterremoti indotti. In Svizzera sono state ad es. documentate alcune microscosse che si sono verificate durante la cementificazione del foro di trivellazione per il progetto di geotermia di Basilea. Il più intenso ha raggiunto una magnitudo di 0.7, rilasciando così 500 volte meno energia di quella di una scossa di magnitudo pari a 2.5. Questa è l’intensità a partire dalla quale solitamente le scosse possono essere avvertite.

Dal punto di vista fisico, le cause per le quali in alcuni casi le trivellazioni profonde causano un terremoto sono ben note: in alcuni punti le trivellazioni profonde causano locali variazioni di tensione e pressione interstiziale nella roccia, che in alcuni casi sono in grado di riattivare una superficie di frattura tettonica precaricata che si trova nelle vicinanze e quindi provocare un terremoto. Tuttavia, di norma simili variazioni di tensione si verificano solo in presenza delle seguenti due condizioni: prima di tutto, quando viene trivellata una roccia in cui è presente un fluido di strato ad alta pressione. In questo caso il fluido di strato (liquido o gas) può entrare nel foro di trivellazione e causare una sovrappressione nel foro che di norma può essere ridotta in modo controllato. In alternativa, il foro di trivellazione viene sigillato in profondità nel punto interessato. In secondo luogo, quando si incontra uno strato caratterizzato da una permeabilità del fluido molto alta o da una bassa resistenza della roccia. In questi casi è possibile che una parte del fango di perforazione o del cemento si infiltri nella roccia circostante. Il fango di perforazione è necessario per portare in superficie il materiale asportato e per stabilizzare il foro di trivellazione durante l’avanzamento. Al termine di ciascuna sezione di trivellazione, il foro viene rivestito con una tubazione di cemento in modo che rimanga accessibile a lungo termine. Nella maggior parte dei casi, i volumi di roccia interessati dalle variazioni di tensione sono tuttavia piccoli. Di conseguenza, anche la probabilità che venga attivata una frattura precaricata di grandi dimensioni, provocando così un terremoto di magnitudo più alta e potenzialmente avvertibile, è molto bassa.

Per le trivellazioni in profondità semplici (ad es. trivellazioni esplorative), nella propria guida sulla gestione dei terremoti indotti il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo non raccomanda normalmente alcun monitoraggio sismico. Per conservare le prove e distinguere meglio la sismicità naturale da quella indotta, può tuttavia rendersi opportuno installare una stazione di rilevamento supplementare nelle vicinanze del sito di trivellazione. Per conto della Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra), attualmente il SED sta ad es. consolidando la propria rete per monitorare le trivellazioni esplorative nella Svizzera nord-orientale.

28/01/2019

Terremoti del 2018 in Svizzera

Oltre 900 terremoti con magnitudo compresa tra -0.2 e 4.1 sono stati registrati dal servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo lo scorso anno in Svizzera e nei paesi limitrofi. 25 di questi erano di magnitudo 2.5 o superiore. Generalmente a partire da questo valore di magnitudo, un evento sismico può essere percepito dalla popolazione. Il 2018 verrà quindi ricordato come un anno in cui la sismicità si è mantenuta nella media ma che, comunque, ci ha insegnato molto. Anche la più piccola scossa fornisce infatti utili informazioni sul sottosuolo, rendendo più facile stimare gli effetti dell’attività sismica futura.

La densa rete di registrazione dei terremoti della Svizzera, formata da sismometri altamente sensibili, ci permette di rilevare e analizzare anche le scosse più piccole nella maggior parte del territorio nazionale. Tali scosse mostrano la presenza di faglie più o meno attive (attualmente e nel corso degli anni) e aiutano a comprendere meglio i processi fisici che governano la generazione dei terremoti, in atto sotto i nostri piedi. Le onde sismiche generate dagli eventi sismici permettono inoltre di studiare il sottosuolo che attraversano. La velocità con la quale si propagano ci permette ad esempio di ottenere informazioni sulle proprietà fisiche delle rocce da esse attraversate. Queste conoscenze contribuiscono a una valutazione più accurata della pericolosità sismica: di conseguenza, anche gli anni con meno terremoti forniscono sempre informazioni importanti e utili.

Le scosse più forti e più ampiamente percepite dalla popolazione svizzera si sono verificate il 17 gennaio e il 1° febbraio 2018 vicino alla frontiera con la valle austriaca Klostertal (Montafon). Entrambi gli episodi hanno raggiunto una magnitudo di 4.1. Con una magnitudo di 3.2, la scossa più forte all’interno del territorio svizzero è stata registrata il 23 agosto vicino al Dents de Morcles nel Vallese. In tale occasione il SED ha ricevuto circa 400 segnalazioni provenienti principalmente dalla valle del Rodano, dove il sottosuolo costituito da sedimenti più soffici ha amplificato particolarmente le scosse. Altri terremoti parzialmente percepiti dalla popolazione si sono verificati il 15 e il 16 maggio vicino a Châtel-St-Denis nel Cantone di Friburgo (magnitudo 3.1 e 2.9), il 3 novembre nel Vallese nei pressi di Martigny (magnitudo 2.9) e il 29 dicembre vicino a Friburgo (magnitudo 2.9). Solo le scosse nella valle austriaca Klostertal hanno causato danni minori come ad es. crepe nelle facciate.

Inoltre, anche lo scorso anno si sono verificati alcuni sciami sismici degni di nota. Si parla di sciami sismici quando si verificano numerose scosse in un arco di tempo piuttosto ampio, senza una chiara successione di scosse che anticipano l’evento principale e repliche che seguono. Particolarmente rilevante è stata la sequenza sismica a est di St. Léonard, vicino a Sion, nel Vallese. Questa sequenza è associata a una faglia che dal 2014 ad oggi ha prodotto una frequente e intensa attività sismica e che fa probabilmente parte del sistema di faglie Rodano-Sempione, che in questa zona sembra suddividersi in vari segmenti. Un’altra sequenza sismica degna di nota si è avuta nella zona di confine tra Italia, Francia e Svizzera nella parte orientale del massiccio del Monte Bianco. In quest’area il SED ha localizzato lo scorso anno circa 100 terremoti con magnitudo compresa tra 0 e 2.2.

Analogamente agli anni precedenti, nel 2018 i terremoti hanno in generale interessato soprattutto il Vallese, i Grigioni e le regioni lungo il fronte alpino. Nonostante questa concentrazione, sul lungo periodo è evidente che nel nostro Paese non esiste nessuna regione esente da terremoti. In Svizzera, paese sismico, si verifica un terremoto di magnitudo 6 o superiore in media ogni 50 a 150 anni.

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17/01/2019

Un esperimento studia in che modo la roccia fratturata è in grado di confinare CO2

Un esperimento studia in che modo la roccia fratturata è in grado di confinare CO2

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’ONU sul clima, non basta ridurre le emissioni di gas serra. Un’opzione complementare è quella di separare la CO2 direttamente dalla produzione industriale o dall’atmosfera e di immagazzinarla in maniera permanente nel sottosuolo profondo. Queste cosiddette emissioni negative si ottengono però solo se la CO2 separata rimane immagazzinata in modo sicuro per centinaia di anni. Una volta iniettata nella la roccia serbatoio, la CO2 potrebbe di nuovo disperdersi in due modi: lungo le pareti dei pozzi esistenti oppure attraverso fratture presenti nelle rocce di copertura. Una roccia di copertura intatta è fondamentale per sigillare la roccia serbatoio. Le zone di fratturazione nella roccia di copertura, che potrebbero attivarsi durante l’iniezione, non determinano solo per quanto tempo è possibile immagazzinare la CO2, ma rappresentano anche il punto in cui possono verificarsi terremoti.

Al momento non riusciamo ancora a comprendere completamente i processi fisici e chimici che determinano se e come la CO2 riesce a disperdersi attraverso le fratture. Poco compresi sono anche gli effetti delle iniezioni di CO2 sulle deformazioni della roccia e sulle interazioni chimiche che possono dare origine ai terremoti. Inoltre, si sa ancora ben poco sulle condizioni specifiche presenti nel sottosuolo svizzero. Tutto questo rende oggi difficile valutare in quale misura l’immagazzinamento sotterraneo della CO2 qui da noi possa essere o meno un’opzione da prendere in considerazione. Per questi motivi, gli scienziati del Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo e del SCCER-SoE stanno svolgendo un esperimento in stretta collaborazione con il Department of Mechanical and Process Engineering e l’Istituto di Geofisica del Politecnico federale di Zurigo, così come con Swisstopo e la Scuola politecnica federale di Losanna. L’esperimento, che si svolge nel laboratorio sotterraneo di Mont Terri, fa parte del progetto ELEGANCY finanziato dalla Commissione Europea e dall’Ufficio Federale dell’Energia.

Gli scienziati stanno studiando in che modo la CO2 è in grado di migrare lungo le fratture, in quali condizioni si verifica la sismicità indotta e come possa essere monitorato al meglio un simile giacimento. A tal fine inietteranno piccole quantità di acqua salata arricchita di CO2 in un pozzo di piccolo diametro che attraversa una piccola zona fratturata. Per scoprire come la roccia fratturata presente in questa zona di disturbo reagisce alla CO2, osserveranno la stabilità della roccia e indagheranno in che modo interagiscono tra di loro le deformazioni di taglio, la pressione interstiziale e le linee di scorrimento. Alcuni sensori sismici attivi e passivi monitoreranno le variazioni delle velocità sismiche nei pressi del punto di iniezione e rileveranno possibili microscosse con magnitudo inferiore a zero.

A differenza di un grande progetto operativo di immagazzinamento della CO2, questo esperimento studia i processi rilevanti solo mediante piccole quantità di acqua salata arricchita di CO2. Ciononostante, le conoscenze acquisite contribuiranno a comprendere meglio i principali processi che influiscono sui movimenti della CO2 attraverso le zone di fratturazione. L’esperimento fornirà così anche un importante contributo che ci permetterà di caratterizzare meglio i siti di immagazzinamento. In tutto il mondo sono già in corso circa venti progetti di immagazzinamento di CO2, ciascuno dei quali ha separato e immagazzinato fino a tre milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Altri progetti sono in programma. Attualmente in Svizzera non è previsto nessun progetto di questo tipo.

www.sintef.no/elegancy/

www.sccer-soe.ch/research/pilots-demos/elegancy/

29/12/2018

Terremoto presso di Fribourg

Terremoto presso di Fribourg

[communicazione disponibile in tedesco, francese e inglese.]

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Terremoti

Aiuto, la terra trema!

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Sebbene non sia possibile evitare i terremoti, è possibile ridurne i danni adottando misure relativamente semplici. Informatevi sul comportamento raccomandato prima, durante e dopo un forte terremoto.

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Svizzera terra di sismi

Svizzera terra di sismi

Ogni anno in Svizzera si verificano da 1'000 a 1'500 terremoti. La popolazione percepisce effettivamente circa da 10 a 20 sismi l’anno, che di regola presentano una magnitudo di 2.5 o più. Nella media pluriennale si verificano 23 sismi l’anno con una magnitudo pari o superiore a 2.5. Scoprite tutto ciò che c’è da sapere sui pericoli naturali con il potenziale di danno più elevato in Svizzera.

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Sempre informati

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Volete sempre essere aggiornati? Qui troverete una panoramica delle varie offerte informative del Servizio Sismico Svizzero (SED).

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Pericolosità sismica

Pericolosità sismica

I terremoti sono i pericoli naturali dal potenziale di danno più elevato in Svizzera; ad oggi non è possibile prevederli in maniera attendibile o evitarli. Tuttavia, grazie a un intenso lavoro di ricerca, si può dire molto oggi riguardo la periodicità e la severità dello scuotimento da terremoto in determinati luoghi in futuro. Consultate diverse mappe utilizzando la nostra interfaccia web interattiva per scoprire qual è la probabilità che si verifichino determinati terremoti in Svizzera.

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Ricerca e insegnamento

Campi di ricerca

Campi di ricerca

Spesso ci viene chiesto cosa fanno i collaboratori del SED quando la terra non trema. La risposta è: fanno ricerca. L’oggetto di tale attività è illustrato dai vari settori di ricerca che descrivono in modo chiaro e sintetico le principali attività scientifiche del SED.

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Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Il SED è responsabile della sorveglianza sismica per la Svizzera e le regioni limitrofe e valuta la pericolosità sismica in Svizzera. In caso di terremoto il SED informa il pubblico, le autorità e i media sul luogo, la magnitudo ed i possibili effetti. Le sue attività sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la mitigazione per la prevenzione sismica.

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Sorveglianza sismica

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10 a 20 volte all’anno si avverte, sente o legge che in Svizzera si verificano terremoti. Ma la maggior parte dei terremoti registrati ogni anno dal servizio sismico non viene neanche avvertita dalla popolazione, perché rimane sotto alla soglia di percezione e può essere rilevata solo da strumenti di misura molto sensibili. Il Servizio Sismico Svizzero gestisce una rete di misurazione formata da oltre 150 stazioni sismiche distribuite su tutto il territorio nazionale.

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