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Servizio Sismico Svizzero (SED)

Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Le sue attivitá sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la prevenzione sismica.

Terremoti percepiti in Svizzera

Ora locale
Mag.
Località
Percepito?
2019-04-15 14:23 2.9 Vesoul F Probabilmente non percepito
2019-04-10 10:21 2.5 Donaueschingen D Leggermente percepito
2019-04-04 11:22 2.9 Freiburg im Breisgau D Leggermente percepito

Ultimi terremoti

Ora locale
Magnitudo
Località
2019-04-25 13:25 1.7 Tavannes BE
2019-04-25 02:10 1.4 Annecy F
2019-04-24 14:37 1.2 Waldshut D
2019-04-24 12:05 1.8 Schluchsee D

Contatore di terremoti in Svizzera

dal 01.01.2019 
000

Ultimi terremoti magnitudo 4.5 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2019-04-25 11:04:25 4.5 Southern Greece
2019-04-22 19:36:38 4.5 WESTERN TURKEY
2019-04-17 20:02:50 4.7 IRAN-IRAQ BORDER REGION
2019-04-15 17:42:26 4.5 DODECANESE IS.-TURKEY BORDER REG
2019-04-15 04:41:31 4.5 Turkey
2019-04-04 17:31:08 5.0 EASTERN TURKEY
2019-04-01 10:53:32 4.7 Iran-Iraq border region
2019-04-01 10:16:24 4.5 IRAN-IRAQ BORDER REGION
2019-04-01 10:07:27 5.0 IRAN-IRAQ BORDER REGION
2019-03-31 11:30:15 4.9 WESTERN TURKEY
2019-03-30 10:46:19 5.2 GREECE
2019-03-27 11:27:05 4.5 Turkey
2019-03-25 11:29:26 4.6 Turkey

Ultimi terremoti magnitudo 6 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2019-04-23 14:20:17 6.0 South of Fiji Islands
2019-04-23 05:37:52 6.4 Samar, Philippine Islands
2019-04-22 14:49:06 6.0 South Sandwich Islands region
2019-04-22 09:11:11 6.1 Luzon, Philippine Islands
2019-04-18 14:46:01 6.5 Western Indian-Antarctic Ridge
2019-04-18 05:01:06 6.1 Taiwan
2019-04-12 11:40:49 6.8 Sulawesi, Indonesia
2019-04-11 08:18:20 6.1 Off east coast of Honshu, Japan
ATTUALITÀ

25/04/2019

All’interno del laboratorio sotterraneo, dove anche i più piccoli terremoti sono interessanti

In val Bedretto, nel Canton Ticino, esiste attualmente un’infrastruttura di ricerca unica nel suo genere: il Bedretto Laboratory for Geoenergies. In collaborazione con partner nazionali e internazionali, il Politecnico Federale di Zurigo intende studiare al suo interno tecniche e procedimenti che permettano un utilizzo sicuro, efficiente e duraturo del calore geotermico. Il Servizio Sismico Svizzero con sede all’ETH di Zurigo ha installato nel laboratorio sotterraneo e vicino ad esso sette stazioni sismiche supplementari che permettono di registrare anche le scosse più piccole intorno alla struttura.

Il Bedretto Lab verrà aperto il 18 maggio 2019. Sfruttate questa occasione per visitare il laboratorio sotterraneo e ripercorrere la storia delle Alpi immergendovi nelle profondità della montagna. Davanti al portale d’ingresso alla galleria avrete inoltre la possibilità di saperne di più sui lavori previsti, di risolvere un quiz sulla roccia, di seguire il processo di carotaggio o di conoscere da vicino i vari sistemi di misura.

Qui potete registrarvi a una delle visite guidate gratuite.

Ulteriori informazioni sul viaggio di andata e ritorno sono disponibili qui.

Informazioni sul laboratorio sotterraneo (in inglese)

 

23/04/2019

Rilevati i primi potenziali eventi sismici su Marte

Rilevati i primi potenziali eventi sismici su Marte

Il 19 dicembre 2018 la missione InSight della NASA ha installato un sismometro su Marte con l’obiettivo di registrarne i movimenti tellurici e comprendere meglio la struttura interna del pianeta rosso. Fin dal primissimo giorno, i dati rilevati sono costantemente esaminati dal servizio sismico su Marte diretto dall'ETH di Zurigo e gestito del Servizio Sismico Svizzero e dal gruppo di Sismologia e Geodinamica. Inizialmente i dati hanno evidenziato per lo più la frequenza e l’intensità dei diavoli di sabbia, piccoli turbini molto comuni su Marte. Questa è stata già una prima dimostrazione del fatto che il sismometro stesse operando in modo efficiente. Il 6 aprile 2019 (sol 128, 15:32 ora locale di Marte) i ricercatori dell'ETH al lavoro presso il servizio sismico su Marte hanno individuato nei dati un potenziale martemoto. Si tratta del primo segnale apparentemente proveniente dall’interno del pianeta rosso, anche se le sue cause esatte sono ancora oggetto di indagine da parte degli studiosi.

Tre altri segnali di origine probabilmente sismica si sono avuti il 14 marzo, il 10 e l’11 aprile 2019. Per il team InSight tali segnali sono più ambigui rispetto a quello del 6 aprile, ma non sembrano essere chiaramente associati a perturbazioni atmosferiche o ad altre fonti di rumore note. Essendo di minore entità rispetto all’evento del 6 aprile, sono stati rilevati solo dai sensori a banda larga più sensibili. Il team continuerà a studiare questi eventi per provare a determinarne l’origine.

Sulla base dei primi rilevamenti, gli episodi sismici su Marte sembrano essere diversi da quelli sulla Terra. Considerata l’estensione e la ragguardevole durata, sono più simili alle scosse rilevate sulla Luna dal programma Apollo. Mentre sulla Terra i sismi sono prodotti dallo spostamento delle placche tettoniche, sulla Luna il fenomeno è dovuto al suo raffreddamento e contrazione. I processi corrispondenti su Marte non sono stati ancora compresi a fondo. In ogni caso si ha un accumulo di tensione nel tempo fino a quando la stessa non è sufficiente a produrre una rottura della crosta. I diversi materiali possono modificare la velocità di propagazione delle onde sismiche oppure rifletterle: ciò consente agli scienziati di sfruttare proprio tali onde per studiare l’interno del pianeta ed elaborare un modello della sua formazione. Gli eventi registrati finora sono troppo limitati per fornire dati utili sulla struttura profonda del pianeta rosso. Ciononostante, segnano una tappa fondamentale della missione InSight, confermando l’efficienza dell’elaborazione dei dati e delle capacità di analisi, frutto del lavoro di sviluppo presso l'ETH di Zurigo.

04/02/2019

Le trivellazioni in profondità possono causare terremoti?

Le trivellazioni in profondità possono causare terremoti?

Finora in Svizzera sono presenti oltre cento trivellazioni che hanno raggiunto profondità di 400 metri o più (le cosiddette trivellazioni in profondità). Tra le altre cose, esse sono servite a esplorare il sottosuolo, ad es. per costruire tunnel, sfruttare la geotermia, localizzare potenziali siti per depositi di scorie attive, estrarre materie prime o accedere a falde acquifere e fonti di acque termali. In tutto il mondo sono centinaia di migliaia. Fino ad oggi non siamo a conoscenza di terremoti catastrofici provocati unicamente dalle trivellazioni in profondità. La semplice risposta alla domanda posta nel titolo è quindi: i terremoti catastrofici causati solo da trivellazioni in profondità e senza ulteriori interventi nel sottosuolo sono estremamente improbabili. Sono state tuttavia documentate microscosse di magnitudo inferiore a 1 prodotte da trivellazioni in profondità. Con l’aiuto di una fitta rete sismica queste microscosse possono essere registrate in modo affidabile; ciò permette ai ricercatori di stabilire meglio se sono state provocate da una trivellazione in profondità o se hanno avuto origine naturale.

Nonostante il numero molto alto di trivellazioni in profondità presenti in tutto il mondo, la quantità di dati sui terremoti da esse causati è piuttosto scarsa. Ciò è dovuto da un lato al fatto che la probabilità che si verifichino tali scosse è molto bassa e, dall’altro, alla circostanza che molte trivellazioni in profondità sono state fatte in zone inabitate. Le scosse che avrebbero potuto essere percepite non sono quindi state avvertite né segnalate dalla popolazione. Inoltre, in molte località queste trivellazioni non erano e non sono tuttora controllate dal punto di vista sismico. Ciò rende impossibile rilevare in modo affidabile questi microterremoti indotti. In Svizzera sono state ad es. documentate alcune microscosse che si sono verificate durante la cementificazione del foro di trivellazione per il progetto di geotermia di Basilea. Il più intenso ha raggiunto una magnitudo di 0.7, rilasciando così 500 volte meno energia di quella di una scossa di magnitudo pari a 2.5. Questa è l’intensità a partire dalla quale solitamente le scosse possono essere avvertite.

Dal punto di vista fisico, le cause per le quali in alcuni casi le trivellazioni profonde causano un terremoto sono ben note: in alcuni punti le trivellazioni profonde causano locali variazioni di tensione e pressione interstiziale nella roccia, che in alcuni casi sono in grado di riattivare una superficie di frattura tettonica precaricata che si trova nelle vicinanze e quindi provocare un terremoto. Tuttavia, di norma simili variazioni di tensione si verificano solo in presenza delle seguenti due condizioni: prima di tutto, quando viene trivellata una roccia in cui è presente un fluido di strato ad alta pressione. In questo caso il fluido di strato (liquido o gas) può entrare nel foro di trivellazione e causare una sovrappressione nel foro che di norma può essere ridotta in modo controllato. In alternativa, il foro di trivellazione viene sigillato in profondità nel punto interessato. In secondo luogo, quando si incontra uno strato caratterizzato da una permeabilità del fluido molto alta o da una bassa resistenza della roccia. In questi casi è possibile che una parte del fango di perforazione o del cemento si infiltri nella roccia circostante. Il fango di perforazione è necessario per portare in superficie il materiale asportato e per stabilizzare il foro di trivellazione durante l’avanzamento. Al termine di ciascuna sezione di trivellazione, il foro viene rivestito con una tubazione di cemento in modo che rimanga accessibile a lungo termine. Nella maggior parte dei casi, i volumi di roccia interessati dalle variazioni di tensione sono tuttavia piccoli. Di conseguenza, anche la probabilità che venga attivata una frattura precaricata di grandi dimensioni, provocando così un terremoto di magnitudo più alta e potenzialmente avvertibile, è molto bassa.

Per le trivellazioni in profondità semplici (ad es. trivellazioni esplorative), nella propria guida sulla gestione dei terremoti indotti il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo non raccomanda normalmente alcun monitoraggio sismico. Per conservare le prove e distinguere meglio la sismicità naturale da quella indotta, può tuttavia rendersi opportuno installare una stazione di rilevamento supplementare nelle vicinanze del sito di trivellazione. Per conto della Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra), attualmente il SED sta ad es. consolidando la propria rete per monitorare le trivellazioni esplorative nella Svizzera nord-orientale.

28/01/2019

Terremoti del 2018 in Svizzera

Oltre 900 terremoti con magnitudo compresa tra -0.2 e 4.1 sono stati registrati dal servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo lo scorso anno in Svizzera e nei paesi limitrofi. 25 di questi erano di magnitudo 2.5 o superiore. Generalmente a partire da questo valore di magnitudo, un evento sismico può essere percepito dalla popolazione. Il 2018 verrà quindi ricordato come un anno in cui la sismicità si è mantenuta nella media ma che, comunque, ci ha insegnato molto. Anche la più piccola scossa fornisce infatti utili informazioni sul sottosuolo, rendendo più facile stimare gli effetti dell’attività sismica futura.

La densa rete di registrazione dei terremoti della Svizzera, formata da sismometri altamente sensibili, ci permette di rilevare e analizzare anche le scosse più piccole nella maggior parte del territorio nazionale. Tali scosse mostrano la presenza di faglie più o meno attive (attualmente e nel corso degli anni) e aiutano a comprendere meglio i processi fisici che governano la generazione dei terremoti, in atto sotto i nostri piedi. Le onde sismiche generate dagli eventi sismici permettono inoltre di studiare il sottosuolo che attraversano. La velocità con la quale si propagano ci permette ad esempio di ottenere informazioni sulle proprietà fisiche delle rocce da esse attraversate. Queste conoscenze contribuiscono a una valutazione più accurata della pericolosità sismica: di conseguenza, anche gli anni con meno terremoti forniscono sempre informazioni importanti e utili.

Le scosse più forti e più ampiamente percepite dalla popolazione svizzera si sono verificate il 17 gennaio e il 1° febbraio 2018 vicino alla frontiera con la valle austriaca Klostertal (Montafon). Entrambi gli episodi hanno raggiunto una magnitudo di 4.1. Con una magnitudo di 3.2, la scossa più forte all’interno del territorio svizzero è stata registrata il 23 agosto vicino al Dents de Morcles nel Vallese. In tale occasione il SED ha ricevuto circa 400 segnalazioni provenienti principalmente dalla valle del Rodano, dove il sottosuolo costituito da sedimenti più soffici ha amplificato particolarmente le scosse. Altri terremoti parzialmente percepiti dalla popolazione si sono verificati il 15 e il 16 maggio vicino a Châtel-St-Denis nel Cantone di Friburgo (magnitudo 3.1 e 2.9), il 3 novembre nel Vallese nei pressi di Martigny (magnitudo 2.9) e il 29 dicembre vicino a Friburgo (magnitudo 2.9). Solo le scosse nella valle austriaca Klostertal hanno causato danni minori come ad es. crepe nelle facciate.

Inoltre, anche lo scorso anno si sono verificati alcuni sciami sismici degni di nota. Si parla di sciami sismici quando si verificano numerose scosse in un arco di tempo piuttosto ampio, senza una chiara successione di scosse che anticipano l’evento principale e repliche che seguono. Particolarmente rilevante è stata la sequenza sismica a est di St. Léonard, vicino a Sion, nel Vallese. Questa sequenza è associata a una faglia che dal 2014 ad oggi ha prodotto una frequente e intensa attività sismica e che fa probabilmente parte del sistema di faglie Rodano-Sempione, che in questa zona sembra suddividersi in vari segmenti. Un’altra sequenza sismica degna di nota si è avuta nella zona di confine tra Italia, Francia e Svizzera nella parte orientale del massiccio del Monte Bianco. In quest’area il SED ha localizzato lo scorso anno circa 100 terremoti con magnitudo compresa tra 0 e 2.2.

Analogamente agli anni precedenti, nel 2018 i terremoti hanno in generale interessato soprattutto il Vallese, i Grigioni e le regioni lungo il fronte alpino. Nonostante questa concentrazione, sul lungo periodo è evidente che nel nostro Paese non esiste nessuna regione esente da terremoti. In Svizzera, paese sismico, si verifica un terremoto di magnitudo 6 o superiore in media ogni 50 a 150 anni.

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Ogni anno in Svizzera si verificano da 1'000 a 1'500 terremoti. La popolazione percepisce effettivamente circa da 10 a 20 sismi l’anno, che di regola presentano una magnitudo di 2.5 o più. Nella media pluriennale si verificano 23 sismi l’anno con una magnitudo pari o superiore a 2.5. Scoprite tutto ciò che c’è da sapere sui pericoli naturali con il potenziale di danno più elevato in Svizzera.

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Volete sempre essere aggiornati? Qui troverete una panoramica delle varie offerte informative del Servizio Sismico Svizzero (SED).

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I terremoti sono i pericoli naturali dal potenziale di danno più elevato in Svizzera; ad oggi non è possibile prevederli in maniera attendibile o evitarli. Tuttavia, grazie a un intenso lavoro di ricerca, si può dire molto oggi riguardo la periodicità e la severità dello scuotimento da terremoto in determinati luoghi in futuro. Consultate diverse mappe utilizzando la nostra interfaccia web interattiva per scoprire qual è la probabilità che si verifichino determinati terremoti in Svizzera.

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Spesso ci viene chiesto cosa fanno i collaboratori del SED quando la terra non trema. La risposta è: fanno ricerca. L’oggetto di tale attività è illustrato dai vari settori di ricerca che descrivono in modo chiaro e sintetico le principali attività scientifiche del SED.

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Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Il SED è responsabile della sorveglianza sismica per la Svizzera e le regioni limitrofe e valuta la pericolosità sismica in Svizzera. In caso di terremoto il SED informa il pubblico, le autorità e i media sul luogo, la magnitudo ed i possibili effetti. Le sue attività sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la mitigazione per la prevenzione sismica.

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Sorveglianza sismica

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10 a 20 volte all’anno si avverte, sente o legge che in Svizzera si verificano terremoti. Ma la maggior parte dei terremoti registrati ogni anno dal servizio sismico non viene neanche avvertita dalla popolazione, perché rimane sotto alla soglia di percezione e può essere rilevata solo da strumenti di misura molto sensibili. Il Servizio Sismico Svizzero gestisce una rete di misurazione formata da oltre 150 stazioni sismiche distribuite su tutto il territorio nazionale.

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