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Servizio Sismico Svizzero (SED)

Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Le sue attivitá sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la prevenzione sismica.

Terremoti percepiti in Svizzera

Ora locale
Mag.
Località
Percepito?
2020-02-24 16:46 2.5 Freiburg im Breisgau D Probabilmente non percepito
2020-02-03 07:20 2.3 Verbier VS Percepito

Ultimi terremoti

Ora locale
Magnitudo
Località
2020-02-26 14:51 1.4 Le Sentier VD
2020-02-25 15:39 0.9 Sion VS
2020-02-25 12:32 0.9 Courmayeur I
2020-02-24 22:16 1.0 Bludenz A

Contatore di terremoti in Svizzera

dal 01.01.2020 
000

Ultimi terremoti magnitudo 4.5 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2020-02-27 14:36:14 4.8 Dodecanese Islands, Greece
2020-02-27 12:20:19 4.5 Dodecanese Islands, Greece
2020-02-27 02:08:45 4.6 Turkey
2020-02-26 19:46:16 4.6 SVALBARD REGION
2020-02-26 14:20:11 4.6 Dodecanese Islands, Greece
2020-02-26 10:37:01 4.6 Svalbard region
2020-02-26 07:51:20 4.8 Caspian Sea
2020-02-25 23:03:37 5.0 Turkey
2020-02-25 22:28:18 4.5 Turkey-Iran border regi
2020-02-25 14:14:05 4.5 Turkey-Iran border region
2020-02-24 16:03:00 4.8 Southern Italy
2020-02-24 02:43:34 4.6 Turkey
2020-02-23 16:54:38 4.5 TURKEY-IRAN BORDER REGION

Ultimi terremoti magnitudo 6 o superiore

Ora UTC
Magnitudo
Località
2020-02-13 10:33:44 7.0 Kuril Islands, Russia
2020-02-09 06:04:29 6.2 New Britain, Papua New Guinea, region
2020-02-08 14:32:57 6.1 South Sandwich Islands region
2020-02-06 13:40:09 6.0 Mindanao, Philippine Islands
2020-02-05 18:12:37 6.2 Jawa, Indonesia
2020-01-29 13:49:49 6.0 Bougainville - Solomon Islands region
2020-01-28 21:55:16 6.1 North of Honduras
2020-01-28 19:10:24 7.7 Cuba region
ATTUALITÀ

24/02/2020

La sismicità di Marte

La sismicità di Marte

Quindici mesi dopo l’atterraggio di successo della missione NASA InSight su Marte, le prime analisi scientifiche dei ricercatori del PF di Zurigo e dei loro collaboratori rivelano che il pianeta è sismicamente attivo. I dati registrati permettono di raggiungere l’obiettivo principale della missione InSight: conoscere meglio l’interno di Marte.

Il 26 novembre 2018, il modulo di atterraggio della missione NASA InSight è atterrato su Marte, nella regione Elysium Planitia. Dopo 70 giorni marziani, il sismometro SEIS della missione ha iniziato a registrare le vibrazioni del pianeta. L’elettronica di controllo di SEIS è stata progettata dal team di ricercatori e ingegneri del PF di Zurigo guidato dal Professor Domenico Giardini, che ora è responsabile del servizio Scosse su Marte. Non appena sono arrivati i primi dati, il servizio Scosse su Marte – gestito da ricercatori del Servizio Sismico Svizzero con sede all’ETH di Zurigo in collaborazione con il gruppo di sismologia e geodinamica e con altri colleghi internazionali – si è messo al lavoro, analizzando e interpretando i dati in arrivo giorno per giorno. Tuttavia, a causa delle limitazioni di trasmissione, solo una parte dei dati viene inviata automaticamente sulla Terra. Non appena individua delle caratteristiche distintive, il team del servizio Scosse su Marte richiede i dati completi per il periodo di interesse e li controlla immediatamente. Ora la rivista Nature Geoscience ha pubblicato una serie di articoli sui risultati della missione nei primi mesi di operazioni su Marte.

Come riportato in questi articoli, alla fine di settembre 2019 InSight aveva già registrato 174 eventi. Le misurazioni proseguono: sinora sono stati registrati oltre 450 martemoti (un evento al giorno in media), ancora non analizzati in dettaglio. I dati consentono ai ricercatori di osservare in che modo le onde sismiche attraversano il pianeta, svelando le caratteristiche del suo interno, proprio come una TAC fornisce informazioni sul corpo del paziente. Prima dell’atterraggio di InSight, erano stati sviluppati diversi modelli possibili per rappresentare la struttura interna del pianeta rosso. Già dopo alcuni mesi, i martemoti registrati consentono di migliorare la comprensione della struttura del pianeta e ridurre le incertezze.

Gli eventi sismici su Marte sono simili a quelli che si verificano sulla Terra, ma generalmente di magnitudo inferiore. I 174 martemoti registrati possono essere suddivisi in due categorie: una comprende 24 eventi di bassa frequenza e magnitudo fra 3 e 4, come documentato negli articoli, con onde che si propagano attraverso il mantello di Marte. La seconda comprende 150 eventi di magnitudo inferiore, con ipocentro più superficiale e onde di alta frequenza intrappolate nella crosta del pianeta. “I martemoti presentano caratteristiche simili a quelle osservate sulla Luna durante le missioni Apollo, con segnali di lunga durata (10-20 minuti) dovuta alle proprietà di scattering della crosta marziana”, spiega il Prof. Giardini. In generale, comunque – aggiunge – interpretare i martemoti è molto difficile, e spesso è possibile individuare solo la distanza, ma non la direzione di provenienza delle onde sismiche.

InSight apre una nuova era per la sismologia planetaria. Le prestazioni del sismometro SEIS sinora hanno ampiamente superato le aspettative, considerando le condizioni avverse sul pianeta, con escursioni termiche giornaliere da -80 a 0 °C e forti variazioni del vento. Durante il giorno, il vento scuote fortemente il modulo di atterraggio e la strumentazione di InSight, causando alti livelli di vibrazioni ambientale. Quando invece il vento cala al tramonto, è possibile registrare i dati sismici più indisturbati mai raccolti nel sistema solare. Di conseguenza, la maggior parte degli eventi sismici registrati da SEIS sono avvenuti durante le tranquille ore notturne. A causa delle condizioni ambientali ostili, è necessario distinguere accuratamente tra eventi sismici e segnali originati dai movimenti del modulo di atterraggio, da altri strumenti o da perturbazioni atmosferiche.

Le percussioni dello strumento HP3 (un altro esperimento di InSight) e il passaggio ravvicinato di turbini d’aria (mulinelli di polvere), registrati da SEIS, consentono di tracciare le proprietà fisiche degli strati meno profondi del suolo, appena sotto la stazione. Ora sappiamo che il veicolo si è posato su uno strato sottile di sabbia profondo solo pochi metri, al centro di un antico cratere meteoritico largo 20 metri. A profondità maggiori, la crosta di Marte presenta caratteristiche paragonabili a quelle dei massicci rocciosi cristallini terrestri, ma sembra maggiormente fratturata. La propagazione delle onde sismiche suggerisce che il mantello superiore abbia caratteristiche di attenuazione maggiori rispetto a quello inferiore.

InSight si trova in una regione piuttosto tranquilla di Marte, visto che sinora non sono stati registrati eventi sismici nelle sue vicinanze. I tre sismi più forti sono stati localizzati nella regione delle Cerberus Fossae, a circa 1500 km di distanza. Si tratta di una fossa tettonica causata dal peso dell’Elysium Mons, il più grande vulcano nell’area dell’Elysium Planitia. Ciò fornisce una solida prova del fatto che l’attività sismica su Marte non è conseguenza solo del raffreddamento e quindi della contrazione del pianeta, ma è indotta anche da sollecitazioni tettoniche. L’energia sismica totale rilasciata su Marte si colloca per entità tra quella della Terra e quella della Luna.

In maniera complementare ad altre misurazioni eseguite da InSight, SEIS ha fornito dati preziosi per capire meglio i processi meteorologici del pianeta. La sensibilità dello strumento ai venti e alla pressione atmosferica, ha consentito di identificare fenomeni meteorologici caratteristici di Marte, inclusi i numerosi mulinelli di polvere che passano vicino al veicolo ogni pomeriggio.

Nature Geoscience ha pubblicato di recente una serie di articoli con maggiori dettagli sull’analisi sismica e le ulteriori scoperte della missione InSight, consultabili qui: The seismicity of Mars, Crustal and time-varying magnetic fields at the InSight landing site on Mars, The atmosphere of Mars as observed by InSight, Initial results from the InSight mission on Mars

Maggiori informazioni sulla missione NASA InSight: https://mars.nasa.gov/insight/ e sul ruolo del PF di Zurigo riguardo alla stazione InSight: www.insight.ethz.ch

17/02/2020

LabQuake porta gli studi di laboratorio sui terremoti al livello successivo

LabQuake porta gli studi di laboratorio sui terremoti al livello successivo

All’inizio di febbraio, il Servizio Sismico Svizzero (SED) presso l’ETH di Zurigo ha ricevuto una consegna davvero speciale: un macchinario da 11 tonnellate dalle dimensioni di 2.4 x 2.5 x 1 m, in grado di generare piccoli terremoti su campioni di roccia grandi quanto il palmo di una mano in condizioni rappresentative della costa terrestre a 4-8 km di profondità. L’apparecchio in questione, denominato LabQuake, è stato installato presso il laboratorio di fisica e meccanica delle rocce (Rock Physics and Mechanics Laboratory) sotto la guida del dottor Claudio Madonna. LabQuake consentirà al SED di approfondire un nuovo indirizzo di ricerca: la sismologia di laboratorio. L’obiettivo è quello di ottenere una migliore comprensione della fisica dei terremoti, per esempio nel quadro dei sismi indotti, scatenati dalle stimolazioni dei sistemi geotermici profondi. Il dottor Paul Selvadurai dirige il gruppo di ricerca in sismologia di laboratorio recentemente creato.

Al fine di sviluppare una migliore comprensione della natura, gli scienziati spesso esaminano problemi complessi in laboratorio; qui infatti sono in grado di controllare l’ambiente, ripetere gli esperimenti e posizionare fitti sistemi di sensori. Grazie a LabQuake i ricercatori potranno generare decine di migliaia di piccolissimi terremoti – si tratta di cosiddetti eventi nanosismici che producono una quantità di energia paragonabile a quella di un insetto che sbatte una volta le ali – su campioni di roccia, osservando come si formano, quali elementi li controllano e per quale motivo cessano. A tal fine LabQuake è equipaggiato con vari sensori che misurano ad alta risoluzione l’evoluzione della nanosismicità, dello sforzo e della pressione interstiziale all’interno del campione di roccia.

Un macchinario unico al mondo

LabQuake espone campioni di roccia delle dimensioni massime di 7.6 cm alle condizioni di funzionamento degli impianti termici di profondità: temperature fino a 170 °C e una pressione di confinamento pari a 170 Mpa, che corrisponde approssimativamente a 1678 atmosfere o a una colonna d’acqua alta 17.3 km. La forza massima che gli scienziati possono applicare sui campioni di roccia equivale al peso di 125 SUV di medie dimensioni (approssimativamente 2500 kN).

Una delle prime applicazioni di LabQuake sarà la ripetizione di esperimenti su campioni di roccia raccolti nei laboratori di ricerca sotterranei. LabQuake integra in maniera ideale gli esperimenti condotti su scala decametrica nel quadro del progetto ISC di stimolazione e circolazione in situ presso il passo del Grimsel (Grimsel In-Situ Stimulation and Circulation Project ISC). Gli scienziati testano ipotesi tratte da questo progetto riproducendole in scala ridotta con LabQuake. In seguito, le nuove scoperte vengono riportate alla scala naturale e applicate nel quadro di esperimenti sul campo condotti presso il laboratorio sotterraneo per le geoenergie di Bedretto (Bedretto Laboratory for Geoenergies). LabQuake colma dunque le lacune fra progetti di scale differenti, contribuendo a migliorarne precisione e performance.

I costi per LabQuake ammontano approssimativamente a 1.2 milioni di franchi svizzeri e sono stati coperti attraverso il fondo per le start-up della cattedra Wiemer, con contributi del programma R’Equip del FNS per l’acquisto di apparecchiature, così come del programma di acquisto apparecchiature dell’ETH e del dipartimento di Scienze della Terra.

Qui è possibile vedere il video in time-lapse della consegna di LabQuake al SED.

25/01/2020

[Disponibile in DE / FR] Erdbeben im Turtmanntal (VS)

[Disponibile in DE / FR] Erdbeben im Turtmanntal (VS)

Am Samstag, den 25. Januar 2020, ereignete sich um 20:13 Uhr (Ortszeit) ein Erdbeben der Magnitude 3.0 in einer Tiefe von ca. 4 km unterhalb des Turmanntals (VS) zwischen dem Val d’Anniviers und dem Mattertal.

Das Erdbeben wurde weiträumig verspürt, insbesondere im Rhonetal und Mattertal. Beim SED gingen in der Stunde nach dem Beben über 100 Verspürtmeldungen ein. Bei einem Erdbeben dieser Stärke sind keine Schäden zu erwarten.

Kurz zuvor, um 20:07 (Ortszeit), ereignete sich westlich von Realp (UR) ein Beben mit einer Magnitude von 2.4 bei einer Tiefe von rund 9 km, welches jedoch kaum verspürt wurde. Zwischen diesen beiden Beben gibt es keinen direkten Zusammenhang.

14/01/2020

Terremoti in Svizzera nel 2019

Lo scorso anno i terremoti avvertiti in Svizzera e nei paesi limitrofi sono stati il doppio rispetto alla media pluriennale. Dei 1670 terremoti complessivamente registrati circa 50 sono stati segnalati dalla popolazione al Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo, ogni volta con almeno 5 segnalazioni. La maggior parte delle scosse è da mettere in relazione a cinque sequenze sismiche attive che hanno caratterizzato l’attività sismica nell’anno 2019. Una di queste era localizzata nel Vallese, nell’area compresa tra Anzère e il Colle del Sanetsch. Le altre quattro si sono verificate nelle zone di confine presso Courmayeur (I), Novel (F), Costanza (D) e Chamonix (F).

In Svizzera i terremoti si manifestano spesso sotto forma di sequenze (chiamate anche sciami sismici) caratterizzate da una successione temporale di scosse in un determinato luogo. A essere insolito lo scorso anno è stato il numero di sequenze sismiche molto attive. Dall’inizio del moderno monitoraggio sismico, cioè dagli anni ‘70, non era mai stato registrato un numero così alto di scosse. Di conseguenza, ne sono anche state avvertite più del solito. Le scosse percepibili dall’uomo hanno generalmente una magnitudo di 2.5 o superiore. Una simile successione temporale di scosse percettibili si era verificata l’ultima volta nel 1964, quando presso Sarnen (OW) una sequenza sismica protrattasi per vari mesi con scosse di magnitudo fino a 5.3 aveva fortemente preoccupato la popolazione. Un’intensa attività sismica come quella del 2019 è certamente rara, ma non imprevista e nemmeno indizio di una maggiore pericolosità sismica nei prossimi mesi e anni.

Ad attirare maggiormente l’attenzione della popolazione è stato uno sciame sismico verificatosi nel Vallese con 16 scosse percettibili, per le quali sono giunte complessivamente circa 2’000 segnalazioni. Nella prima metà di novembre si sono verificate a nord di Sion, tra Anzère e il Colle del Sanetsch, complessivamente più di 300 scosse, le due più forti con magnitudo di 3.3. Dalle prime analisi è emerso che durante queste sequenze si sono attivate contemporaneamente più faglie che si influenzavano reciprocamente. L’attività sismica sulla penisola di Bodanrück nei pressi di Costanza (D) è invece riconducibile all’attivazione di una singola struttura nel sottosuolo. Qui tutte le scosse hanno evidenziato un meccanismo di frattura simile. Questo sciame formato complessivamente da sette scosse percettibili è riconducibile a una fossa tettonica  sismicamente attiva nella regione Hegau-Lago di Costanza.

La scossa più forte del 2019, con una magnitudo di 4.2, si è verificata alla fine di maggio nel quadro di uno sciame sismico presso Novel (F). Solo su questo evento, il SED ha ricevuto dalla popolazione ben 600 segnalazioni. La seconda scossa più forte, con una magnitudo di 3.7, è stata avvertita durante lo sciame presso Costanza (D). Con 410 scosse, la sequenza di Courmayeur (I) nei pressi del massiccio del Monte Bianco (già attiva da diverso tempo) vanta la quantità maggiore di eventi nel 2019. 

Il numero complessivo di 1’670 scosse registrate rappresenta un nuovo record. Oltre all’intensa attività sismica dello scorso anno, questo record è anche una conseguenza del costante sviluppo e ammodernamento della rete di misurazione sismica. Per le sismologhe e i sismologi un maggiore numero di scosse registrate è utile perché consente non solo di rappresentare il sottosuolo e la tettonica delle Alpi in modo sempre più dettagliato, ma anche di migliorare le basi per le future analisi della pericolosità e dei rischi sismici.

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Ogni anno in Svizzera si verificano da 1'000 a 1'500 terremoti. La popolazione percepisce effettivamente circa da 10 a 20 sismi l’anno, che di regola presentano una magnitudo di 2.5 o più. Nella media pluriennale si verificano 23 sismi l’anno con una magnitudo pari o superiore a 2.5. Scoprite tutto ciò che c’è da sapere sui pericoli naturali con il potenziale di danno più elevato in Svizzera.

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I terremoti sono i pericoli naturali dal potenziale di danno più elevato in Svizzera; ad oggi non è possibile prevederli in maniera attendibile o evitarli. Tuttavia, grazie a un intenso lavoro di ricerca, si può dire molto oggi riguardo la periodicità e la severità dello scuotimento da terremoto in determinati luoghi in futuro. Consultate diverse mappe utilizzando la nostra interfaccia web interattiva per scoprire qual è la probabilità che si verifichino determinati terremoti in Svizzera.

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Spesso ci viene chiesto cosa fanno i collaboratori del SED quando la terra non trema. La risposta è: fanno ricerca. L’oggetto di tale attività è illustrato dai vari settori di ricerca che descrivono in modo chiaro e sintetico le principali attività scientifiche del SED.

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Il Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo è l’istituto della Confederazione competente in materia di terremoti. Il SED è responsabile della sorveglianza sismica per la Svizzera e le regioni limitrofe e valuta la pericolosità sismica in Svizzera. In caso di terremoto il SED informa il pubblico, le autorità e i media sul luogo, la magnitudo ed i possibili effetti. Le sue attività sono integrate nel programma di misure della Confederazione per la mitigazione per la prevenzione sismica.

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10 a 20 volte all’anno si avverte, sente o legge che in Svizzera si verificano terremoti. Ma la maggior parte dei terremoti registrati ogni anno dal servizio sismico non viene neanche avvertita dalla popolazione, perché rimane sotto alla soglia di percezione e può essere rilevata solo da strumenti di misura molto sensibili. Il Servizio Sismico Svizzero gestisce una rete di misurazione formata da oltre 200 stazioni sismiche distribuite su tutto il territorio nazionale.

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