Geotermia Basilea, 2006

Il cosiddetto programma “Deep Heat Mining” di Basilea era un innovativo progetto di ricerca svizzero nel settore delle energie rinnovabili che prevedeva la costruzione di un impianto pilota per una centrale elettrica geotermica di tipo EGS (“Enhanced Geothermal System”, geotermia petrotermale). Secondo questo sistema, il liquido freddo – nella maggior parte dei casi acqua – viene pompato negli strati profondi della crosta terrestre, si riscalda e quindi riportato in superficie, dove viene utilizzato per produrre calore ed energia elettrica.

Il progetto mirava a permettere a medio termine la produzione di energia pulita. Tra gli obiettivi vi erano anche lo sfruttamento delle risorse energetiche locali e la riduzione delle importazioni di energia. A Basilea doveva essere realizzato un impianto pilota in grado di produrre, senza emissioni di CO2 né di scarti, sei megawatt di elettricità e 17 megawatt di calore, vale a dire il fabbisogno di energia elettrica di circa 10’000 economie domestiche e il fabbisogno di calore di 2700 economie domestiche. Il progetto prevedeva perforazioni a una profondità di 5000 metri, dove è possibile sfruttare temperature di 200 gradi Celsius.

Il sito scelto per accogliere la futura centrale elettrica geotermica era situato nella proprietà della IWB di Kleinhüningen. Da lì, il calore ricavato avrebbe potuto essere facilmente distribuito attraverso la ben sviluppata rete di teleriscaldamento cittadina. Durante i mesi estivi, quando il fabbisogno di riscaldamento sarebbe stato minore, la centrale elettrica avrebbe prodotto prevalentemente energia elettrica.