Türkyie syria earthquakes

I terremoti di magnitudo 7.8 e 7.5 verificatisi in Turchia il 6 febbraio 2023 rappresentano eventi catastrofici in grado di pregiudicare pesantemente la vita di milioni di persone in Turchia e in Siria. L’ipocentro del sisma di Gaziantep (magnitudo 7.8) si trovava 118 chilometri sotto la superficie terrestre, a circa 9 chilometri a est di Sakçagözü. L’ipocentro del secondo evento (terremoto di Kahramanmaraş, magnitudo 7.5) era collocato a una profondità di 10 chilometri, circa 100 chilometri a nord della prima forte scossa, su una seconda faglia. La città turca di Gaziantep con i suoi quasi due milioni di abitanti si trova nelle immediate vicinanze dell’epicentro del terremoto di Gaziantep, mentre Aleppo in Siria dista solo 100 km. Altre dieci grandi città sorgono direttamente sulla zona di faglia.

I sismi si sono verificati a causa del movimento delle placche tettoniche. La regione interessata da questi eventi è definita «tripla giunzione» perché nel suo sottosuolo si incontrano i margini di tre diverse placche tettoniche: anatolica, araba e africana. In base alle informazioni disponibili al momento, il terremoto di Gaziantep è stato provocato dal movimento della parte meridionale della faglia anatolica orientale (v. figura 1). Quest’ultima si estende nella fascia sud-orientale della Turchia ed è responsabile di molti dei terremoti che colpiscono la regione. Nel corso del tempo, nel sottosuolo della faglia si sono accumulate enormi tensioni che si sono liberate all’improvviso generando movimenti del terreno che hanno causato danni catastrofici nella regione.  Ad ogni modo, gli effetti del sisma si sono fatti sentire non solo a livello locale: addirittura a Cipro (a 400 chilometri di distanza dall’epicentro del terremoto di Gaziantep) è stato misurato tramite GPS uno spostamento dinamico di circa 20 cm (GPS: Global Positioning System, ossia sistema di posizionamento globale).

Secondo i calcoli provvisori dello United States Geological Survey (USGS), in occasione del terremoto di Gaziantep una grande sezione della faglia si è spostata di circa 3,4 m su una superficie verticale di circa 220 x 30 km, approssimativamente pari all’estensione del Cantone dei Grigioni. Il secondo terremoto, caratterizzato da una magnitudo pari a 7.5, aveva una superficie di frattura di 40 x 20 km (paragonabile alle dimensioni del Cantone del Giura) che si è spostata di circa 10 m. Con gli altri dati che saranno disponibili nei prossimi giorni, tali indicazioni su dimensioni e movimento delle superfici di frattura saranno ulteriormente precisate e potranno pertanto ancora prevedibilmente variare in misura notevole.

I terremoti hanno causato il crollo di numerosi edifici. Si stima, per esempio, che nella città di Kahramanmaraş gli edifici danneggiati siano 16’000 (report del 6.2.23, Kandilli Observatory and Earthquake Research Institute). Ciò è riconducibile non solo all’entità delle scosse, ma anche a modalità costruttive inadeguate. Nonostante la Turchia abbia aggiornato le proprie normative edilizie in seguito al terremoto di Izmit del 1999, ci sono ancora numerosi edifici meno recenti che erano stati costruiti in precedenza e che presentano pertanto un livello di sicurezza sismica sconosciuto e spesso insufficiente. La situazione di partenza è simile in molti Paesi e riguarda anche la Svizzera, visto che il rinnovamento del patrimonio edilizio procede di norma lentamente e l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti può essere molto oneroso. Nelle grandi città turche il piano terra è inoltre spesso realizzato come superficie commerciale aperta con pochi muri di sostegno, che invece sarebbero estremamente importanti per la stabilità. Senza questi muri di sostegno, in caso di forti movimenti del terreno il piano terra può collassare e causare dunque il crollo dell’intero edificio. 

I terremoti hanno provocato inoltre estese interruzioni di corrente e problemi ai sistemi di comunicazione, circostanza che ha reso difficile per le squadre di soccorso e sgombero raggiungere le zone interessate e coordinare le misure di aiuto. Secondo le indicazioni dell’USGS, occorre inoltre mettere in conto che in seguito alle scosse ampie regioni saranno interessate da frane ed episodi di liquefazione del suolo. Questi ultimi fanno sì che il sottosuolo perda resistenza, fatto che in caso di frane porta a danni supplementari a edifici, strade e infrastrutture.

In passato la regione era stata colpita da numerosi forti terremoti. L’ultimo sisma di entità simile nella zona in questione si era verificato nel 1939 a Erzincan, sulla faglia anatolica settentrionale, e aveva fatto registrare una magnitudo pari a 7.8. Si era trattato di uno dei terremoti più forti in Turchia nel XX secolo e aveva causato gravi danni in alcune città e paesi. Immediatamente prima dei due più recenti sismi nella Turchia meridionale, la probabilità annua che si verificasse un terremoto di magnitudo superiore a 7.7 nella regione era dello 0,13%, valore che toccava lo 0,25% considerando un sisma di magnitudo superiore a 7.4 (Danciu et al., 2021). Rispetto alla media europea questa probabilità è piuttosto elevata, come si evince dalla figura 2: la regione interessata si trova nell’area colorata in viola. Il verificarsi di terremoti forti come quelli del 6 febbraio non è dunque un’eventualità inaspettata. Nella figura 2, le regioni con un livello di pericolosità inferiore sono colorate in giallo.

Dopo un terremoto di forte entità si verificano tipicamente ulteriori sismi. Non è da escludere che in tale situazione vengano registrate altre scosse di magnitudo simile o addirittura superiore. La maggior parte delle repliche si manifesta entro pochi minuti o poche ore dopo il terremoto principale. Ulteriori scosse di assestamento possono verificarsi nelle settimane, nei mesi o addirittura negli anni successivi; il loro numero, ad ogni modo, tende a diminuire con il tempo. Questo modello è chiaramente riconoscibile anche nella sequenza attuale, come evidenziano le barre grigie nella figura 3. Dopo una settimana il numero previsto di terremoti al giorno è già del 95-97% inferiore rispetto al primo giorno. Tuttavia, in casi rari possono verificarsi nuovamente scosse notevoli.