Non sono solo i terremoti a causare moti distruttivi del terreno. Fenomeni di instabilità dei pendii come liquefazione del suolo, caduta di massi, frane e tsunami possono verificarsi sia spontaneamente che in seguito ad attività sismica, mettendo a rischio persone, infrastrutture e patrimonio culturale.
Il gruppo di Rischi geologici presso il SED studia questi pericoli utilizzando misurazioni geofisiche, monitoraggio sismico, modellizzazione numerica e metodi ingegneristico-geologici e geotecnici. Grazie ai passi avanti compiuti nelle tecniche geofisiche e sismologiche, ora tali pericoli possono essere rilevati e monitorati con una precisione senza precedenti. Questa attività è alla base di tutta una serie di approcci avanzati per la caratterizzazione e il monitoraggio del pericolo.
Oggi i progressi nelle tecniche sismiche passive consentono di misurare il comportamento di vibrazione naturale di pendii e sponde lacustri, rivelando:
Tali metodi costituiscono la base per identificare i siti di monitoraggio ottimali per l’installazione di sensori aggiuntivi (ad es. sensori sismici, GPS, stazioni totali) e supportano la classificazione dei pericoli.
Il monitoraggio in tempo reale consente una rapida valutazione del rischio e l’identificazione precoce dei segnali che precedono il cedimento dei pendii. Il SED monitora numerosi versanti instabili in tutta la Svizzera.
Non tutte le scosse sono provocate dai terremoti. Alcune sono conseguenza di esplosioni, boati sonici o movimenti di massa come frane, crolli di rocce o colate di fango. Il SED si avvale di moderni algoritmi di autoapprendimento per individuare in maniera automatica i movimenti di massa superiori a una determinata soglia:
Quando i terremoti scuotono limo e sabbia saturi di acqua, questi materiali possono perdere resistenza e – in casi estremi – liquefarsi, perdendo la capacità portante. L’identificazione e il monitoraggio di queste zone aiutano a prevenire cedimenti imprevisti dei terreni:
La combinazione di monitoraggio avanzato, caratterizzazione dei siti e modellizzazione consentono al SED di migliorare le valutazioni della pericolosità, di diramare allerte preventive e di supportare misure volte a proteggere le persone, le infrastrutture e il patrimonio culturale dai movimenti di massa e dai pericoli indotti dai terremoti.
Instabilità della roccia a Brienz/Brinzauls, teatro di un cedimento parziale nel giugno 2023. Il triangolo rosso indica l’ubicazione del sensore sismico BRIZ2 e di una stazione meteo. Destra: variazioni nel tempo della risonanza del primo modo superiore dell’instabilità, comprese b) la variazione della frequenza di risonanza e c) la variazione della polarizzazione. Il numero di eventi sismici registrati è riportato in d).
Il gruppo di Rischi geologici del SED è diretto dalla Dr. Franziska Glüer.