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Servizio Sismico Svizzero (SED)

Il Servizio Sismico Svizzero (SED), con sede all’ETH di Zurigo, è l’Istituto della Confederazione competente per i terremoti. IL SED è responsabile della sorveglianza sismica per la Svizzera e le regioni limitrofe e valuta la pericolosità sismica in Svizzera. In caso di terremoto il SED informa il pubblico, le autorità e i media sul luogo, la magnitudo ed i possibili effetti. Le attivitá del SED sono inserite nel programma di provvedimenti del Governo per la riduzione del rischio sismico.

Ultimi terremoti:  in Svizzera /  nel mondo

Swiss Earthquake Map
Date/Time(CH)   Date/Time(UTC)   Mag Region
2016/09/26 04:06   2016/09/26 02:06   0.4 Goeschenen UR
2016/09/25 06:23   2016/09/25 04:23   0.8 Goeschenen UR
2016/09/24 14:48   2016/09/24 12:48   1.2 CHAMPERY VS
2016/09/24 14:47   2016/09/24 12:47   1.3 CHAMPERY VS
2016/09/23 14:58   2016/09/23 12:58   0.9 Goeschenen UR
2016/09/22 12:07   2016/09/22 10:07   1.5 Vallorbe VD
2016/09/21 01:48   2016/09/20 23:48   1.1 Sion VS
2016/09/21 00:08   2016/09/20 22:08   0.4 Sion VS
2016/09/20 20:25   2016/09/20 18:25   0.9 Sion VS
gesamte Liste der Erdbeben in Lokalzeit   gesamte Liste der Erdbeben in UTC Zeit
 
Terremoti percepiti in Svizzera nelle ultime 72 ore: Nessuno

 

Attualità

Grimsel

L’esperimento ISC: geotermia profonda e terremoti indotti

L’esperimento unico al mondo «In-situ Stimulation and Circulation (ISC)» si trova nella sua fase rovente, o meglio, bagnata. Nel dicembre 2016, nel laboratorio sotterraneo del Grimsel, a 450 metri di profondità, verranno pompati fino a 1 m3 di acqua ad alta pressione nella roccia cristallina e le trasformazioni così indotte verranno monitorate in tempo reale. Con tale esperimento il dottor Florian Amann e il suo team interdisciplinare vogliono scoprire come creare la permeabilità delle rocce necessaria a una geotermia profonda funzionante, senza provocare sismi percettibili o potenzialmente dannosi. L’esperimento è sottoposto alla direzione del Centro svizzero di competenza per la distribuzione dell’energia (SCCER-SoE).

Nella regione del Grimsel il Servizio Sismico Svizzero (SED) gestisce diverse stazioni di registrazione sismica e supporta l’esperimento ISC nel monitoraggio sismico, nell’analisi dei dati e nell’interpretazione dei risultati.

Per scoprire di più sull’esperimento ISC consigliamo di vedere le seguenti pubblicazioni in TV, sui giornali e alla radio:


15.09.2016

Davox_Korea_2016_2013

Un altro segnale sismico registrato dalla Corea del Nord

Le onde sismiche provocate dal presunto test nucleare nordcoreano del 9 settembre 2016 (00:30 ora UTC, 02:30 ora locale Svizzera) hanno raggiunto dopo circa 12 minuti le stazioni sismiche in Svizzera. Che per questo evento si sia trattato di un’esplosione e non di un terremoto lo si deduce dalla forma delle onde dei segnali sismici. Rispetto ad un terremoto, per un’esplosione, l’ampiezza dell’onda P in arrivo per prima è relativamente più grande rispetto all’onda S che arriva dopo

La forza dell’esplosione corrisponde ad una magnitudo sismica di circa 5.3. L'energia liberata è tre volte più potente di quella ai test più grande finora registrati, i quali hanno avuto luogo il 6 gennaio 2016 e il 12 febbraio 2013, raggiungendo una magnitudo di circa 5. I precedenti esperimenti avevano raggiunto magnitudo di 4.1 nel 2006 e 4.5 nel 2009. Secondo le segnalazioni della Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (CTBTO) di Vienna l'esplosione del 9 settembre 2016 si è verificata all'incirca la stessa posizione dei test nucleari precedenti da parte della Corea del Nord nel 2006, 2009, 2013 e 2016i

La CTBTO gestisce una rete internazionale di monitoraggio del trattato di bando complessivo dei test nucleari. Circa il 90% delle 337 stazioni previste, delle quali 170 stazioni sismiche, sono ora in funzione. Anche la Svizzera contribuisce a questa rete con la stazione del SED DAVOX, sita a Davos nei Grigioni. Il grafico illustra i segnali rilevati dalla stazione DAVOX in occasione del nuovo esperimento nucleare e degli eventi del gennaio 2016 e febbraio 2013.

Ulteriori informazioni sul CTBTO

Resoconto sull’evento redatto dall’USGS

Informazioni generali del SED sulla verifica dei test nucleari

09.09.2016

Erdbebenrisiko

Analisi esaustiva del rischio sismico

Il 24 agosto 2016 il Consiglio federale ha approvato il rapporto Umgang mit Naturgefahren in der Schweiz (la gestione dei pericoli naturali in Svizzera), che rappresenta un elemento chiave nell’ambito dei terremoti e prevede un’analisi esaustiva del rischio sismico. Il rischio sismico è dato dalla pericolosità sismica, dalla vulnerabilità e dal tipo dei valori coinvolti nonché dalle proprietà del sottosuolo locale. A questo proposito si tratta di migliorare le basi esistenti, ad esempio colmando lacune nella comprensione di differenze relative alla pericolosità sismica riconducibili alle proprietà del terreno da edificare. Inoltre, si ambisce a un rispetto coerente delle norme edilizie nonché a risollevare la richiesta di una copertura assicurativa adeguata. Non solo in caso di devastanti terremoti bensì anche in caso di altri eventi di rilievo vi è inoltre il bisogno di migliorare sia le conoscenze che le strutture organizzative necessarie per il loro superamento.

Gli esiti di questo rapporto confluiscono, tra l’altro, nel piano di misure per la prevenzione dei sismi per gli anni 2017–2020, attualmente in fase di elaborazione. All’interno di quest’ultimo vengono definiti margini d’intervento e compiti specifici ai quali il SED, l’Ufficio federale dell’ambiente e altri enti si dedicheranno intensamente in questo lasso di tempo.

24.08.2016

ShakeMap_160824

Terremoto nei pressi di Norcia, Italia centrale

Mercoledì 24.08.2016 alle ore 3:36 si è verificato un terremoto di magnitudo 6 vicino alla cittadina di Norcia, in Italia centrale. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano ha localizzato l’ipocentro a una profondità di circa 4 chilometri. L’epicentro è stato invece individuato a circa 10 chilometri a sudest di Norcia e a circa 50 chilometri a nordovest di L’Aquila, dove già nel 2009 un terremoto provocò danni gravissimi. Nei paesi vicini all’epicentro molte case sono state distrutte o fortemente danneggiate. Secondo un primo bilancio da parte dei media italiani, sono morte 70 persone e tante altre sono ancora disperse. Finora si sono percepite oltre 50 scosse di assestamento di magnitudo pari a o maggiore di 3, la più forte è stata di magnitudo 5.3. Nei prossimi giorni e settimane si prevedono ulteriori scosse di assestamento della stessa o di simile intensità del terremoto avvenuto mercoledì mattina.

Sempre più spesso l’Italia centrale viene colpita da forti terremoti. L’ultimo grande evento sismico si è verificato a L’Aquila nel 2009 causando quasi 300 vittime. Nel 1997, a nord della zona interessata dal terremoto di mercoledì mattina, avvenne la cosiddetta «sequenza sismica dell’Umbria e delle Marche», la quale provocò un terremoto di magnitudo 6 e tanti altri sismi di magnitudo pari a o maggiore di 5. La conformazione tettonica di questa regione è assai complessa. La subduzione della microplacca adriatica sotto l’Appennino e l’apertura del bacino tirrenico a ovest generano un leggero allungamento della fascia appenninica in direzione nordest/sudovest. Tale deformazione provoca tensioni in seno alla catena montuosa, le quali con il tempo vengono liberate sotto forma di terremoti. I sismi che si verificano in questa regione sono spesso poco profondi (circa 10 chilometri di profondità), motivo per cui generano scosse molto forti e producono danni ingenti.

Il terremoto verificatosi mercoledì mattina è stato percepito su larga scala in tutta Italia. Fino in Svizzera non è stato però avvertito. Sismi di intensità analoga si verificano in Svizzera con una frequenza che va dai 50 ai 150 anni. L’ultimo terremoto di tale intensità colpì il Vallese nel 1946. Invece, nel 1964 a Sarnen si verificò uno sciame sismico simile alla «sequenza sismica dell’Umbria e delle Marche», il cui terremoto più intenso raggiunse una magnitudo di 5.3.

Per maggiori informazioni consultare i seguenti siti Internet:

Ministero dell'interno
http://www.interno.gov.it/it/speciali/centro-italia-colpito-dal-terremoto

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) http://ingvterremoti.wordpress.com

European-Mediterranean Seismological Centre (EMSC) www.emsc-csem.org

24.08.2016

graphic_hazard

Rapporto SUIhaz2015

Il rapporto SUIhaz15 descrive nel dettaglio tutti gli scenari relativi al modello di pericolosità sismica svizzero pubblicato nel settembre del 2015. Nel rapporto si spiega come mai la Svizzera necessita di un modello di pericolosità sismica aggiornato e mostra sia i luoghi che l’intensità dei terremoti che potrebbero scatenarsi sul nostro territorio in futuro. Partendo da questi punti fermi, il rapporto illustra i fattori e le ipotesi che sono stati presi in considerazione per la produzione del modello di pericolosità sismica, ne mostra i principali risultati e confronta quest’ultimi con altri modelli. Al suo interno sono inoltre presentati i vari prodotti a cui si riferiscono i risultati di SUIhaz2015. Il rapporto è redatto in lingua inglese e si rivolge prevalentemente a esperti del settore che desiderano utilizzare il modello di pericolosità sismica svizzero come strumento di base per i propri lavori.

Scarica rapporto SUIhaz2015

Foglio informativo SUIhaz2015

Flyer Pericolosità sismica Svizzera

19.07.2016

Personen

Allarme rapido per terremoti in Nicaragua

I terremoti rappresentano una minaccia che va considerata seriamente nei paesi dell’America Centrale. I grandi terremoti si verificano soprattutto al largo della costa lungo la zona di subduzione, dove provocano spesso degli tsunami (come è accaduto nel 1992 e nel 2014). Ma in passato anche terremoti di superficie sulla terraferma hanno causato danni ingenti, come ad esempio la scossa di magnitudo 6.2 del 1972 che devastò Managua, la capitale del Nicaragua.

Il Servizio Sismico Svizzero (SED) ha da poco avviato un progetto con lo scopo di analizzare il potenziale di un sistema di allarme rapido per l’America Centrale. Nell’ambito di questo progetto, finanziato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento degli affari esteri (DFAE), alcuni scienziati del SED stanno elaborando e implementando, assieme all’organizzazione partner INETER, responsabile della sorveglianza sismica in Nicaragua, un prototipo per un sistema di allarme rapido per terremoti (EEW). In principio questo EEW verrà impiegato in Nicaragua e in seguito, se possibile, ampliato in maniera tale da coprire ulteriori regioni dell’America Centrale.

All’inizio di giugno il SED ha visitato INETER sia per valutare l’idoneità della rete sismica per un sistema di allarme rapido che per installare una prima versione del software di allarme rapido per terremoti. Pochi giorni dopo la visita, al confine con El Salvador si è verificato un terremoto di superficie di magnitudo 6.3 che è stato riconosciuto dal sistema dopo 29 secondi. Nonostante ciò evidenzi la necessità di ottimizzare la velocità del sistema, l’infrastruttura esistente sembra essere promettente. In un prossimo passo verranno effettuati ulteriori controlli alla rete sismica della regione. Inoltre, gli algoritmi dell’EEW verranno ottimizzati in maniera tale da renderli idonei alle difficili condizioni locali, caratterizzate da terremoti in profondità al largo della costa e da eruzioni vulcaniche.

EWW

11.07.2016

AlpArray Stations

Come si formano le montagne? Nuove stazioni di registrazione per AlpArray

AlpArray è un’iniziativa europea, la quale si ripropone di approfondire le nostre conoscenze riguardanti i processi di formazione delle montagne e di creare immagini in 3D della litosfera e del mantello superiore. Al fine di perseguire tale obiettivo, AlpArray crea e gestisce una rete di registrazione sismica (AASN) che unisce le stazioni già esistenti di 24 osservatori sismici a più di 250 nuove stazioni temporanee situate in 12 paesi, andando a coprire le Alpi, gli Appennini del nord e le relative zone antistanti.

Il contributo della Svizzera all’AASN è stato da poco completato grazie all’installazione di 27 stazioni temporanee in Svizzera (3), Italia (12), Croazia (6), Bosnia ed Erzegovina (3) e Ungheria (3). Anche le stazioni della rete sismica a banda larga della Svizzera fanno parte dell’AASN. Il gruppo di Sismologia e Geodinamica (SEG) e il Servizio Sismico Svizzero (SED) presso il Politecnico federale di Zurigo assumono un ruolo chiave nell’ambito di questo progetto.

Trovate maggiori informazioni su AlpArray sul relativo sito web.

Leggete l’intervista e l’articolo che raccontano di AlpArray su International Innovation.

Cliccate qui per saperne di più sui terremoti e sulle Alpi.

21.06.2016

  Qui trovate le notizie pubblicate precedentemente nella rubrica " SED Attualità".